martedì 27 febbraio 2007

Siamo tutti a un bivio

Sì sì, lo so, è un mondo difficile, e non è sempre facile scegliere. Ogni giorno dobbiamo districarci tra mille impegni, amicizie, lavoro, famiglia e via dicendo, tanto che a volte ci sembra di impazzire, imprecando e chiedendo al cielo il dono dell’ubiquità. Ne abbiamo di problemi, ce li abbiamo tutti. Per fortuna, da un paio d’anni, è comparsa nel panorama mediatico nazionale la trasmissione che risolverà tutti i nostri dilemmi, un’autentica pera di fiducia e sensazioni positive. Se tralasciamo il seppur strano fatto che a condurla sia un ex-cantautore, interista anche, non possiamo non esaltare la genialità e l’alta valenza artistica del format. Beh, immagino che abbiate capito di quale trasmissione sto parlando, e se proprio non l’avete capito ve lo dico io: sto parlando de “Il Bivio”, la ormai mitica trasmissione di Enrico Ruggeri, su Italia 1. Non ditemi che ancora non vi siete accorti di quanto ardito e singolare sia quel programma?! Voglio dire, chi non ha mai sognato di assistere in prima persona, con tanto di storia ricostruita con scientifica cura, al pianto del dirigente truffaldino in diretta, accorso a portare il suo sostegno prezioso allo sfortunato e invalido calciatore? Personalmente, era il mio sogno sin da bambino. Per non parlare della splendida storia del metronotte rapito mille volte dagli alieni che, tra il racconto di una sondata anale e l’altro, ci ha convinto, con annessi pelle d’oca e occhi sgranati, dell’incontestabile esistenza di una civiltà aliena cattiva e imperialista (ma che, tuttavia, ci tiene tantissimo alla pulizia del colon). Semplicemente fantastico. E queste sono solo due delle sconvolgenti e assuefanti storie che “Il Bivio” ci ha raccontato con serafico ottimismo in questi due anni, ognuna degna di un posto d’onore all’interno del dorato mosaico della storia della televisione. A pensarci, guarda un po’, mi si presenta un bivio. Anzi no, è piuttosto un’angosciosa domanda. Cosa farò da grande? Riuscirò a laurearmi un giorno o fallirò miseramente? Accendo la TV e vedo Lucianone che dice che vuole uccidersi… adesso sì che sto meglio.

Franz per il M.I.A.

domenica 25 febbraio 2007

TV KILLS YOUR SOUL!

Manifesto M.I.A. (Movimento Indipendente Anti-TV)

"Avvisa la tua famiglia, scendi in guerra con noi!"

Dopo anni di insulsi reality squagliacervello, di spot dai messaggi subliminali lobotomizzanti, di pseudoesperti a parlar di niente, di sceneggiate napoletane con tanto di fiumi di lacrime a inondare il nostro primo pomeriggio, di pacchi, di risposte accese di fronte a milioni di sguardi spenti, di onnipresenza di amici di Maria e della fottutissima famiglia Costanzo perennemente in onda ad ammorbarci, abbiamo deciso di spegnere la TV! Non è stato un gesto premeditato, ma inevitabile. Sentivamo l’overdose da spazzatura televisiva invaderci pian piano il corpo e la mente, portando con se i suoi spaventosi effetti. Occhi annoiati in membra annoiate in stanze annoiate, costretti loro malgrado a seguire un frenetico zapping tra deleteri palinsesti-fotocopia, in cerca di un’immagine, piuttosto di un concetto, che li allieti o che, quantomeno, non li costringa a chiudersi.
La situazione stava diventando irrecuperabile… Chissà cosa sarebbe successo se non avessimo capito in anticipo le loro intenzioni! Perché un’idea ce la siamo fatta, noi. Pensateci bene, tutta la melma informe che il tubo catodico ci propina ogni giorno, ha come unico obbiettivo quello di creare un esercito ubbidiente e fedele di soggetti nonpensanti, di distogliere la nostra attenzione da un pianeta che stiamo distruggendo giorno per giorno con sadica noncuranza, troppo ammaliati dalla vita nella “Casa” per occuparci di quella fuori. Chiariamo, la nostra idea è: se proprio vuoi fottertene del tuo pianeta, fai pure, accomodati, ma non su quel “trono mediatico” brandendo il tuo scettro a pile, inebetendoti davanti a un Cocuzza qualunque.
Il punto è che dobbiamo reagire, affinché la Tv non si consolidi come la più devastante arma di controllo di massa! Sì, perché è paradossale. Per secoli e secoli, gli uomini sono insorti contro chi, di volta in volta, si è imposto a loro come capo indiscusso e assoluto. Ma, dopo ere di sanguinose battaglie, un nuovo leader assoluto sta lentamente ma costantemente guadagnando posizioni nella gerarchia. Di soppiatto, come se nulla fosse. Basta guardare il numero di sudditi di cui gode e che consolidano ogni giorno la sua posizione per capire quanto questa scalata sia ormai quasi irreversibile. Dobbiamo impedirglielo! Non possiamo più permettergli di impossessarsi della nostra mente, di dirci cosa è giusto pensare, condannare, amare, odiare, vedere, vestire, leggere, scrivere, ascoltare. Sono questi i piccoli grandi piaceri che vogliamo riprenderci, e sappiamo che lo volete anche voi.

E allora forza, coraggio, spegniamo la TV!

M.I.A. (Movimento Indipendente Anti-Tv)

piccolo laboratorio di menti intellettuali eversive