venerdì 20 aprile 2007

C’è ancora qualcosa per cui valga la pena accendere la scatola malefica: sto parlando dei Boondoks. Il bello di questo cartone è che la cosa più inverosimile è il protagonista, un Huei troppo giovane per la coscienza che porta addosso; tutto il resto è reale, sono gli schemi della società che vengono tracciati con sadica precisione. I Boondoks sono una finestra sul mondo nudo e crudo, che il tratto manga riesce ad addolcire di poco.
È una serie che và vista, perché nel raccontare le avventure di due piccoli afroamericani in un quartiere di periferia, prospetta una visione della società che parla anche di noi. Se non capite di cosa sto parlando non avete mai visto i Boondoks. Voglio darvene un piccolo assaggio, riportando il testo del discorso di Martin Luther King nella puntata “il ritorno del re”. Vediamo quanti di voi poi capiranno di essere solo dei fottutissimi negri!



MALEDETTI NEGRI IGNORANTI VOLETE FARE SILENZIO E STARMI A SENTIRE??

È tutto qui? È per questo che ho fatto tutto il casino che ho fatto? Avevo un sogno una volta: era un sogno in cui delle ragazzine e dei ragazzini neri potevano abbeverarsi al fiume della prosperità liberi dalla sete dell’oppressione. Adesso sono ritornato dalla mia gente e che cosa ho trovato? Un branco di incapaci fannulloni, smidollati, insignificanti NEGRI! Lo so che alcuni di voi non vorrebbero sentirmi dire questa parola, perché è la parola più brutta che c’è nel vocabolario, ma è esattamente quello che vedo ora: negri! E voi non volete essere negri, perché i negri vivono delle loro contraddizioni, i negri sono idioti falliti pieni di ambizioni disilluse, i negri fanno i gradassi e si spaventano, i negri adorano lamentarsi, i negri amano sentire se stessi parlare ma odiano spiegarsi! I negri adorano essere giudice e giuria di tutti gli altri, i negri rimandano fino a che non è troppo tardi; i negri adorano essere in ritardo, i negri odiano dover correre!

[…]

Io ho visto cosa c’è dietro l’angolo: ho alzato il mio sguardo e ho scrutato oltre l’orizzonte-posso garantirvelo! Voi negri non avete niente da festeggiare! Ma io no, non finirò come voi, io me ne vado in Canada!

venerdì 9 marzo 2007

Houdini si starà rivoltando nella tomba...

Bisogna dire che marco Berry ci sa fare: è un vero mago, da molti anni alle prese con l’escapologia e l’illusionismo in genere. In Danger da prova di tutta la sua bravura, che incanta grandi e piccini. Purtroppo anche l’ex iena viene corrotto dal demone dell’audience, un demone di plastica che spinge i suoi adepti alla continua ricerca di emozioni fasulle.
Non voglio lamentarmi del fatto che sono quasi stato indotto al vomito quando, per il trucco della donna incatenata, è stato fatto salire sul palco Costantino Vitagliano, il tronista della de Filippi: invece di una soubrette dalle tette grosse (che già c’era) hanno preso un coglione incapace, per far contente le fanciulle. Mi pare anche giusto.
Quello che invece mi ha scocciato per davvero è stato quel continuo voler provocare stati d’ansia prima dell’evasione finale: dagli allenamenti coi personal coach (di cui uno era niente di meno che Livio Sgarbi, lo scroto rasato col naso che si era occupato anche dei giovani di “Campioni”) alle interviste finali dei vari ospiti del programma, è stato tutto un susseguirsi di musiche angoscianti e commenti del tipo “mentre lo seppellivano avevo il cuore che batteva forte, mamma mia che emozione!”.
L’evasione in se, sfortunatamente, non è stata quella gran cosa che tanto avevano preannunciato. Sì, la bara di vetro sembrava molto resistente, e la fossa profonda e stretta. Eppure, il fatto che ci fossero delle telecamere all’interno dello scavo già la diceva lunga sulle sue reali dimensioni. Una volta seppellita la bara, è stata sparsa della benzina per terra e gli si è dato fuoco: in pochi attimi il fumo ha riempito la bara, facendo sorgere ben due dubbi al telespettatore: 1) ma il fumo di solito non va verso l’alto? 2) ma la cassa non era chiusa ermeticamente?
C’era una telecamera ad infrarossi nella bara: ha ripreso Marco finché il fumo ha saturato l’aria; poi la scena s’è spostata in superficie, dove il nostro eroe alla stregua di Uma Thurman in Kill Bill è spuntato dalla terra e ha cominciato a gridare trionfante. “Meno male” ho pensato “se avesse finto pure di essere stanco, avrei creduto che volesse prenderci tutti per il culo”.

Penthotal per il M.I.A.

lunedì 5 marzo 2007

Notizie dal Paese delle Meraviglie

In questo mondo crudele di violenze, guerre e ingiustizie, di notizie crude a dimostrare la barbarie della nostra civiltà e il frenetico umano arrivismo spunta un “telegiornale” per allietarci la giornata.
Gli spettatori mediatici non ne possono più di sangue ed omicidi, di politica economica e di questioni tristi, chissene se nel mondo si muore di fame, noi stiamo alla grande, siamo nati nel lato del pianeta “giusto”. Studio Aperto nasce per ricordarcelo, il telegiornale del 3° millennio per eccellenza.
Gli Stati Uniti bombardano un asilo a Bassora uccidendo 2000 bambini? Forse c'è un trans al Grande Fratello, i morti sono troppo lontani per essere più importanti di questo.
Lo spazio per la cronaca è sostituito da un'ampia finestra sul gossip di casa nostra, sull'Arcuri e sui calciatori mondani, come si può arrivare a fine giornata senza sapere chi “si scopa chi” tra i nostri idoli nella scatola? E se fuori si decide del nostro futuro legislativo sicuramente ci sarà qualcuno più adatto a discuterne in confronto a noi spettatori “eletti”, noi abbiamo la tv.
Studio Aperto non ti intristisce mai, riesce a metterti di buon umore anche parlando di una strage casalinga, intervistando il sopravvissuto, magari muslim, che giura vendetta tra le lacrime o chiedendo un parere sulla guerra in Iraq alla soubrettina in voga oggi. Immagini di luoghi poveri sperduti nel mondo? Meglio vedere i vip entrare al Billionaire che bambini malnutriti invocare un boccone al cameraman, il bambino povero è violenza in immagini, non è adatto ad un certo pubblico, qualcuno potrebbe credere che esistano davvero!
Il pianeta si sta surriscaldando ed è questa la causa dell'inverno mancato? Chissà i protagonisti di “Vivere” dove han fatto le vacanze di Natale visto che non si è potuto sciare quest'anno... poveri, menomale che c'è italia1 ad informarmi.
Io non voglio mica sapere se il mondo finirà tra cento anni o tra duemila, tanto non ci sarò, chi ci sarà se la sbrigherà da se come abbiam fatto tutti. I miei interessi si concentrano sulla mia “Grande famiglia”, sulle “scappatelle” della principessa di Monaco o sui problemi mentali di Brooke che vuol ritirarsi dalla sua sceneggiata, sono diventate ormai mie “cugine” acquisite vista la loro presenza nella mia vita, ovvio che mi preoccupo delle loro scelte e che ne voglio esser partecipe! Perchè dovrei preoccuparmi della crisi israelo-palestinese? Si uccidono tra di loro e io non li sento nemmeno sparare, non saranno certo qua vicino... Stan facendo un servizio sulle nozze “reali” di Quelo e Quela, mi faccio un po' i fatti loro...


Ora sento forti rumori di deflagrazioni vicine, ma Studio Aperto continua a parlar di VelineInCarriera&ManagerMagniaccia, saranno fuochi d'artificio per il ritorno in paese del nostro vip... Il tg3 parla di attacco aereo atomico sul mondo occidentale da parte di caccia bombardieri eschimesi. Gli si stanno sciogliendo tutti gli igloo a causa del nostro inquinamento, gli saranno girati i cazzi? Chissà se Adriano è tornato dal brasile... Studio Aperto avrà fatto sicuramente un servizio...

Zed per il M.I.A.

Una mamma non M.I.A.

Panico. Pranzo a casa con mamma (non succede da tempo).
Entro in cucina e mi siedo. Tele accesa su “La prova del Cuoco”. Ospite d’onore la Aureli(?), imitatrice pagliaccia di programmi tipo “Buona Domenica”. Ridono applaudono ridono applaudono ridono e io no, che non c’è nulla da ridere e quindi cambio canale.
Mamma strilla, ma alla fine “anche Magalli va bene”. Vabbè che è mini, il magalli, ma io non riesco a vederlo... Certo, perché conta di più un balletto volgartipico quale “BiondonaTettonaCosciona + MoraccioneBisonteBisunto”.
Bleah. Sto mangiando!
Su rai tre il cronista esclama meravigliato che il dibattito (proprio quello presfiducia) è stato “civile e tranquillo” (forse lui fa il cronista del Wrestling?!) ma la mamma si annoia e allora clic, rete 4 e si ritorna a circa 10 anni fa... Sbaglio o Forum è da sempre e inequivocabilmente... identico?! Stesso giudice, stessa Rita, stesso tizio dai capelli rossi! Anche la sigla è rimasta la stessa... Magnifico terrore.
Giro ancora e qui scatta la rissa. Mamma vuole guardare la gente che si squaglia al sole con il microfono. Questa è l’essenza del Grande Fratello e perché dovrei guardarlo? “dimmi, mamma, perché?”.
“Perché è un modo per vedere cosa fanno e pensano i gggiovani.” .
“Cazzo mamma ma IO sono giovane, e se permetti ho qualcosa da dire, IO, più di quei manichini bestemmiomani dopo il bagno in piscina! Mamma parla con me per sapere cosa pensano i gggiovani!”.
Amarezza e cordoglio.
Poi vabbè… Pare inutile dire che su Italia uno c’è uno spot, poi uno spot e poi uno spot e che su Mtv è appena finito il video della Pausini e... tac! Eccolo che ricomincia su Rete A! Pensa un po’ che fortuna...
Mi è passata la fame. Mamma implora: “dai rimettimi la prova del cuoco...”.
Lei era quella del “spegni quel pc che sei già rincoglionita di tuo!”. Alla Clerici e a Santi Licheri il responso...
Combattiamo le mamme italiane: sono loro il vero nemico del M.I.A.
Senza loro, non saremmo "volentionolentiinognicasodipendenti" da Lei.

P.S.
Mentre ingoio amarezza mi ricordo di un telefilm troppo brutto intravisto su LA7. Non ne so nulla, ma ha tutta l’aria di essere una triste tarocca e maschilista versione della jellata Yellow Fletcher...
Se lei è in giallo questo è il mio “Signor Senape”.
E siamo proprio alla frutta.

Momot per il M.I.A.

domenica 4 marzo 2007

Tre minuti con Mediashopping? No grazie!

La nostra amata Tv è sempre pronta a suggerirci cosa comprare per essere “al passo coi tempi” e, cosa più importante, “cool”. Non solo, ma da qualche mese a questa parte oltre a suggerirti cosa, ti dicono anche come e dove comprare oggetti sempre più spesso inutili e privi di ogni significato. Pentole, cellulari, macchinari per palestra, e ancora: materassi, forno a microonde, lettori mp3…
Si potrebbe andare avanti per ore; il fatto più sorprendente è che nessuno provi a fermare questo circuito di vendite sfrenato innescato dalle trasmissioni televisive private, che non si accontentano di guadagnare milioni di euro grazie a spot sempre più numerosi ed invadenti all’interno del programma (a volte non capisco se sia la pubblicità ad interrompere una trasmissione o il contrario…), ma allungano la durata di queste promozioni da qualche manciata di secondi a minuti…anzi 3 minuti!
“Chiama e riceverai in omaggio… a soli…. in piccole rate mensili… affrettati… è una promozione limitata…!!”
Frasi preconfezionate sentite e risentite così tante volte che ce le ricordiamo tutte e tutti, ma pochi si ricordano a quale prodotto fossero legate queste affermazioni… il motivo? Siamo bombardati per ore da informazioni inutili provenienti da radio, internet, giornali e in particolare da lei: la televisione.. ed è proprio per questo motivo che ormai non ascoltiamo più, ma sentiamo e basta troncando così ogni tipo di comunicazione spesso e purtroppo anche con le persone che ci circondano. Non è dipeso da noi, a volte non ce ne accorgiamo neanche essendo troppo concentrati dai nostri impegni o cosa ancora più grave perchè il non prestare attenzione è entrato come modus operandi nel nostro comportamento naturale.

Forse sono troppo pessimista…
Forse da domani questi spot ci lasceranno in pace, saranno sempre meno frequenti e, cosa ancora più importante, meno insistenti ed invasivi. O, forse, per rimanere con i piedi per terra, accendendo e guardando questa “magic box” dovremmo ricordarci che siamo abbastanza intelligenti per capire di cosa abbiamo realmente bisogno senza nessun consiglio da parte di persone che non sanno, a loro volta, cosa vogliono per loro.
Guardando placidamente sul nostro divano queste scene sarebbe meglio spegnere il nostro apparecchio preferito e uscire, magari facendo shopping consigliati dai nostri veri amici.

FreeMind per il M.I.A.

giovedì 1 marzo 2007

Punti di vista alla sbarra

A me, Forum, è sempre piaciuto. Come negare una certa utilità a quel programma? Avvicina la gente al mondo del diritto, dei tribunali. Alzi la mano chi ha conosciuto l’istituto dell’usucapione proprio grazie a forum! (pensavo foste di più, in verità…)

Come fare a non avere simpatia per il giudice Santi Licheri? Non vi viene da ridere quando Tina Lagostena Bassi ha la possibilità di tirare fuori la sua natura femminista, accogliendo le richieste della povera donna che ha subito un danno dal maschiaccio di turno? I primi tempi lei si occupava quasi esclusivamente di divorzi; io immaginavo che, appena sedutasi sulla poltrona, pensasse: “Ha ragione la ragazza: ora bisogna capire perché”.
Peccato che Rita dalla Chiesa abbia spodestato le tette poderose della Perego!
Che molte cause fossero finte, si sapeva. Insomma, era lampante, viste le performance di alcuni attori alla sbarra; ma in fondo che male c’è ad inventarsi fatti se hanno come fine istruire i telespettatori sulle norme?

Il male, effettivamente, c’è.

E’ chiaro, se non ci fossero le cause fasulle, assisteremmo solo a cause riguardanti questioni di condomini, o di confini. Gli autori del programma però non si sono limitati a inventare fatti delittuosi: hanno infarcito le dispute di sentimentalismi, particolari piccanti o addirittura assurdi (uno per tutti: una donna sosteneva di poter comunicare col defunto fratello e che questi gli aveva annunciato la sua volontà di non far valere più una propria donazione) e, cosa peggiore di tutte, hanno dato parola al pubblico. Chi vuole sentire la sentenza del giudice, deve prima subire le opinioni della vecchia tamarra romana, dell’anziano obeso con la lingua troppo spessa per stargli tutta in bocca, del ragazzo effeminato e dell’immancabile puttanone con la bocca farcita di silicone e la parrucca rossa.
Vogliamo parlare delle “Esterne”, le ricostruzioni dei due co-conduttori? Limitiamoci a chiederci a cosa serva assistere ai loro spogliarelli (si trattava di una causa portata avanti dal gestore di un locale di striptease), o vederli travestiti da donna, se il fine del programma è quello di avvicinare gli spettatori al diritto. Si arriva così ad una (almeno per me) triste conclusione: tutte queste buffonate portano forum a non essere diverso da un qualunque programma della de filippi, il diritto è solo un pretesto per far ingozzare i telespettatori di opinioni della consistenza di un peto, esposte da un pubblico di attori. Perché quello che fa lievitare lo share sono i litigi, è la signora del napoletano che offre al giudice di fargli vedere la mossa, le tette della Perego o, in mancanza di quelle, della pornodiva chiamata in causa dal vicino per i suoi continui schiamazzi.

Potrei concludere qui, ma c’è un’ultima questione da trattare.

Più volte, nei miei studi, mi sono imbattuto nell’argomento della visione che ha la gente comune dei giudici. A causa della luce che si è puntata su di loro in molti film ambientati nei tribunali, le persone hanno visto nel giudice un ruolo di interprete del conflitto sociale, un arbitro del bene e del male, una figura dotata di poteri che realmente non ha, né deve avere; e quando ci si ritrova davvero in un’aula di tribunale e ci si rende conto che, salvo i casi di vuoto normativo (o comunque casi straordinari), il giudice ha principalmente il ruolo di far rispettare la legge vigente (legge che può essere ingiusta!), ecco che scatta una forte sfiducia nella giustizia, ancora più eccessiva di quello che dovrebbe essere. Forum non sarà ai livelli di un film o una serie televisiva di successo, ma nel suo piccolo fa danni anche lui.

Penthotal per il M.I.A.

martedì 27 febbraio 2007

Siamo tutti a un bivio

Sì sì, lo so, è un mondo difficile, e non è sempre facile scegliere. Ogni giorno dobbiamo districarci tra mille impegni, amicizie, lavoro, famiglia e via dicendo, tanto che a volte ci sembra di impazzire, imprecando e chiedendo al cielo il dono dell’ubiquità. Ne abbiamo di problemi, ce li abbiamo tutti. Per fortuna, da un paio d’anni, è comparsa nel panorama mediatico nazionale la trasmissione che risolverà tutti i nostri dilemmi, un’autentica pera di fiducia e sensazioni positive. Se tralasciamo il seppur strano fatto che a condurla sia un ex-cantautore, interista anche, non possiamo non esaltare la genialità e l’alta valenza artistica del format. Beh, immagino che abbiate capito di quale trasmissione sto parlando, e se proprio non l’avete capito ve lo dico io: sto parlando de “Il Bivio”, la ormai mitica trasmissione di Enrico Ruggeri, su Italia 1. Non ditemi che ancora non vi siete accorti di quanto ardito e singolare sia quel programma?! Voglio dire, chi non ha mai sognato di assistere in prima persona, con tanto di storia ricostruita con scientifica cura, al pianto del dirigente truffaldino in diretta, accorso a portare il suo sostegno prezioso allo sfortunato e invalido calciatore? Personalmente, era il mio sogno sin da bambino. Per non parlare della splendida storia del metronotte rapito mille volte dagli alieni che, tra il racconto di una sondata anale e l’altro, ci ha convinto, con annessi pelle d’oca e occhi sgranati, dell’incontestabile esistenza di una civiltà aliena cattiva e imperialista (ma che, tuttavia, ci tiene tantissimo alla pulizia del colon). Semplicemente fantastico. E queste sono solo due delle sconvolgenti e assuefanti storie che “Il Bivio” ci ha raccontato con serafico ottimismo in questi due anni, ognuna degna di un posto d’onore all’interno del dorato mosaico della storia della televisione. A pensarci, guarda un po’, mi si presenta un bivio. Anzi no, è piuttosto un’angosciosa domanda. Cosa farò da grande? Riuscirò a laurearmi un giorno o fallirò miseramente? Accendo la TV e vedo Lucianone che dice che vuole uccidersi… adesso sì che sto meglio.

Franz per il M.I.A.

domenica 25 febbraio 2007

TV KILLS YOUR SOUL!

Manifesto M.I.A. (Movimento Indipendente Anti-TV)

"Avvisa la tua famiglia, scendi in guerra con noi!"

Dopo anni di insulsi reality squagliacervello, di spot dai messaggi subliminali lobotomizzanti, di pseudoesperti a parlar di niente, di sceneggiate napoletane con tanto di fiumi di lacrime a inondare il nostro primo pomeriggio, di pacchi, di risposte accese di fronte a milioni di sguardi spenti, di onnipresenza di amici di Maria e della fottutissima famiglia Costanzo perennemente in onda ad ammorbarci, abbiamo deciso di spegnere la TV! Non è stato un gesto premeditato, ma inevitabile. Sentivamo l’overdose da spazzatura televisiva invaderci pian piano il corpo e la mente, portando con se i suoi spaventosi effetti. Occhi annoiati in membra annoiate in stanze annoiate, costretti loro malgrado a seguire un frenetico zapping tra deleteri palinsesti-fotocopia, in cerca di un’immagine, piuttosto di un concetto, che li allieti o che, quantomeno, non li costringa a chiudersi.
La situazione stava diventando irrecuperabile… Chissà cosa sarebbe successo se non avessimo capito in anticipo le loro intenzioni! Perché un’idea ce la siamo fatta, noi. Pensateci bene, tutta la melma informe che il tubo catodico ci propina ogni giorno, ha come unico obbiettivo quello di creare un esercito ubbidiente e fedele di soggetti nonpensanti, di distogliere la nostra attenzione da un pianeta che stiamo distruggendo giorno per giorno con sadica noncuranza, troppo ammaliati dalla vita nella “Casa” per occuparci di quella fuori. Chiariamo, la nostra idea è: se proprio vuoi fottertene del tuo pianeta, fai pure, accomodati, ma non su quel “trono mediatico” brandendo il tuo scettro a pile, inebetendoti davanti a un Cocuzza qualunque.
Il punto è che dobbiamo reagire, affinché la Tv non si consolidi come la più devastante arma di controllo di massa! Sì, perché è paradossale. Per secoli e secoli, gli uomini sono insorti contro chi, di volta in volta, si è imposto a loro come capo indiscusso e assoluto. Ma, dopo ere di sanguinose battaglie, un nuovo leader assoluto sta lentamente ma costantemente guadagnando posizioni nella gerarchia. Di soppiatto, come se nulla fosse. Basta guardare il numero di sudditi di cui gode e che consolidano ogni giorno la sua posizione per capire quanto questa scalata sia ormai quasi irreversibile. Dobbiamo impedirglielo! Non possiamo più permettergli di impossessarsi della nostra mente, di dirci cosa è giusto pensare, condannare, amare, odiare, vedere, vestire, leggere, scrivere, ascoltare. Sono questi i piccoli grandi piaceri che vogliamo riprenderci, e sappiamo che lo volete anche voi.

E allora forza, coraggio, spegniamo la TV!

M.I.A. (Movimento Indipendente Anti-Tv)

piccolo laboratorio di menti intellettuali eversive